Di cosa si occupa esattamente una logopedista?
Il logopedista è il professionista sanitario che si occupa di valutazione, consulenza e trattamento dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione e delle funzioni orali in età evolutiva adulta e geriatrica.
Quali sono i segnali che dovrebbero spingere un genitore a richiedere una valutazione logopedica per il proprio bambino?
Ci sono diversi segnali a cui prestare attenzione: ad esempio, quando un bambino parla molto poco rispetto ai coetanei o fa fatica a comprendere e a farsi comprendere. Può essere anche un campanello d’allarme l’utilizzo prevalente di una comunicazione gestuale o l’assenza di una progressione di acquisizione di vocaboli, comprese una pronuncia poco comprensibile e difficoltà nella costruzione delle frasi. E’ pertanto fondamentale fare una valutazione completa per comprendere se è necessario solo monitorare o intervenire.
Se un bambino tarda a pronunciare le prime parole, quando è opportuno preoccuparsi e quando, invece, si può ancora aspettare?
La comunicazione deve essere valutata nel suo insieme. Non è fondamentale contare le parole che un bambino pronuncia, ma valutare in che modo comunica, ovvero se condivide l’attenzione e se comprende quello che gli viene detto. Dai due anni e mezzo in poi, in ogni caso, è importante iniziare a fare una una valutazione.
L’uso prolungato di smartphone e tablet può influire sullo sviluppo del linguaggio?
Certo! La problematica non è semplicemente “tablet sì o tablet no”, ma quanto tempo viene dedicato a quelli che sono gli schermi, e bisogna poi soprattutto chiedersi quali sono gli elementi che vengono “sottratti”, come ad esempio il gioco condiviso, la conversazione o la lettura.Il bambino impara ascoltando, imitando e guardando. Se interagisco con lo smartphone o con il tablet le occasioni di attenzione vengono a mancare.
Quali comportamenti possono adottare i genitori per stimolare correttamente la comunicazione dei propri figli?
Possono commentare quello che stanno facendo utilizzando frasi semplici, descrivendo quello che vedono, oppure ancora leggere insieme, cantare, giocare e soprattutto lasciare spazio alle loro iniziative di comunicazione. Un altro consiglio è quello di non trasformare la comunicazione in un’interrogazione. Se il bambino dice “macchina” non dobbiamo chiedergli in continuazione “di che colore è?”, “dove sta andando?”, “come fa?”: possiamo semplicemente rispondere “si, è una macchina rossa”, senza metterlo sotto pressione. Il tono della voce, l’intonazione ed il ritmo pesano molto più di una comunicazione verbale: il modo in cui viene detto qualcosa è molto importante.
La logopedia non riguarda soltanto i bambini. Quali sono i disturbi più frequenti negli adulti?
Negli adulti si possono verificare disturbi della voce, vale a dire disfonia, o difficoltà acquisite di comunicazione, e cioè l’afasia. I professionisti della voce come ad esempio gli insegnanti, i cantanti e i conduttori vanno spesso incontro a patologie vocali, proprio perchè utilizzano a volte in maniera sbagliata la voce, causando un’alterazione qualitativa e quantitativa di quest’ultima.
Consigli a riguardo?
Mantenere una buona idratazione e delle pause vocali, evitando di parlare in luoghi rumorosi e di non forzare la voce quando questa è già affaticata o alterata. Tra l’altro, anche la postura e le tensioni muscolari vanno ad influenzare il modo in cui utilizziamo la voce.
Raucedine, abbassamenti di voce e affaticamento vocale: dopo quanto tempo è consigliabile rivolgersi a uno specialista?
Se gli abbassamenti della voce persistono per più di qualche settimana è importante rivolgersi subito al medico specialista delle patologie vocali, non bisogna abituarsi a una voce cambiata e pensare che sia normale dover faticare per parlare: Una volta osservato che persistono questi sintomi, bisogna indagare la causa.
Lei si occupa anche di disturbi della deglutizione. Quali sono i sintomi da non sottovalutare?
Dobbiamo fare, come premessa, una distinzione importante. Da una parte abbiamo la deglutizione disfunzionale, riguardante il modo in cui lingua, labbra e muscolatura orofacciale partecipano alla deglutizione. Possiamo osservare una postura linguale non corretta, una spinta della lingua, una respirazione orale e abitudini che interferiscono con il corretto sviluppo e con l’equilibrio della bocca. In questi casi il logopedista collabora con l’ortodontista: il primo lavora sulla componente funzionale, il secondo valuta e tratta gli aspetti strutturali. Dall’altra parte abbiamo invece la disfagia, vale a dire una difficoltà nella gestione e nell’innesco del riflesso della deglutizione di alimenti o di saliva. In questo caso, i segnali come la tosse durante i pasti, gli episodi frequenti di soffocamento, una voce gorgogliante dopo aver bevuto e mangiato, o le difficoltà a gestire consistenze e pasti molto lunghi devono essere valutati: è quindi importante rivolgersi al medico e fare una valutazione specifica.
Quanto conta la collaborazione tra logopedista, medico specialista, famiglia e scuola?
È importante creare una rete tra tutte le figure coinvolte: la collaborazione permette di avere una visione più completa della persona e di creare un percorso riabilitativo coerente con la sua quotidianità, anche perché la persona non vive la difficoltà soltanto durante la seduta logopedica, ma anche al di fuori del dello studio.
Esistono esercizi semplici che possiamo fare ogni giorno per prenderci cura della voce e della corretta respirazione?
Possiamo prenderci cura delle nostre corde vocali, mantenendo una buona idratazione, facendo delle pause vocali durante la giornata e imparando a non forzare le corde vocali soprattutto quando sentiamo che la voce è frequentemente rauca o affaticata.
Qual è l’errore più comune che incontra nei pazienti che arrivano nel suo studio?
L’errore più comune è aspettare, vale a dire considerare automaticamente una difficoltà come una fase passeggera. Ad esempio, “il bambino parlerà quando sarà pronto” oppure nel caso della voce “è solo un po’ di raucedine”. Non tutte le difficoltà richiedono sicuramente un trattamento, ma il problema è andare a rimandare costantemente una valutazione quando poi sono presenti segnali che meritano di essere approfonditi. Più in generale, dobbiamo sempre ricordare che prevenzione e valutazione precoce dei problemi possono fare davvero la differenza.
