Demenza, ridurre il rischio è possibile: attenzione però alle false promesse

La nuova sintesi delle linee guida dell’OMS punta su prevenzione lungo tutto il corso della vita, controllo dei fattori di rischio e interventi personalizzati.

Si può prevenire la demenza? La risposta più corretta è meno netta di molti titoli che circolano online: non è possibile garantire che una persona non si ammalerà, ma è possibile intervenire su alcuni fattori che contribuiscono ad aumentare il rischio.

È questo il messaggio centrale della nuova sintesi della seconda edizione delle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla riduzione del declino cognitivo e della demenza.

Le raccomandazioni sono rivolte agli adulti che non hanno una diagnosi di demenza, comprese le persone con capacità cognitive normali o con un lieve deterioramento cognitivo. L’OMS propone un approccio che accompagni la persona durante l’intero corso della vita e non soltanto durante la vecchiaia.

Il documento prende in considerazione la promozione di comportamenti salutari, il controllo delle condizioni di salute associate a un rischio maggiore, la riduzione dell’esposizione a determinati fattori ambientali e l’impiego di interventi personalizzati che agiscano contemporaneamente su più aspetti.

La novità più importante, dal punto di vista della comunicazione, è la distinzione fra rischio e destino. Ridurre un fattore di rischio non significa ottenere una protezione assoluta. La demenza può dipendere dall’interazione fra età, predisposizione individuale, condizioni mediche, ambiente e abitudini di vita.

Per questo bisogna diffidare di integratori, diete o esercizi mentali presentati come soluzioni capaci di “evitare l’Alzheimer”. Un singolo prodotto non può sostituire una strategia complessiva né la valutazione di un medico.

Le linee guida sottolineano anche il peso delle condizioni sociali. Consigliare attività fisica, controlli regolari e una vita socialmente attiva serve a poco se le persone non dispongono di servizi, spazi sicuri, risorse economiche e assistenza accessibile.

La prevenzione, quindi, non è soltanto una responsabilità individuale. Richiede servizi sanitari capaci di individuare e gestire precocemente i fattori di rischio e politiche pubbliche che rendano concretamente possibili scelte più salutari.

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