Esaminati gli studi pubblicati dal 2010 al 2025. Le ricerche più solide non sostengono un rapporto causale, neppure per i vaccini contenenti tiomersale.

Il presunto legame fra vaccini e autismo continua a circolare sui social e nelle conversazioni tra genitori, nonostante sia stato ripetutamente smentito dalla ricerca scientifica. Una nuova revisione dell’Organizzazione mondiale della sanità prova a fare chiarezza aggiornando l’analisi delle evidenze disponibili.
Il documento prende in considerazione gli studi scientifici sottoposti a revisione tra pari e pubblicati dal 2010 all’agosto 2025. L’attenzione è rivolta in particolare al tiomersale, un composto contenente mercurio utilizzato come conservante in alcuni vaccini, e alla possibile associazione con i disturbi dello spettro autistico o altri disturbi del neurosviluppo.
La conclusione dell’OMS è chiara: gli studi condotti con i metodi più rigorosi non sostengono l’esistenza di un rapporto causale fra vaccinazioni e autismo. Nessuna delle metanalisi comprese nella revisione ha confermato questo collegamento. Al contrario, le ricerche che avevano segnalato possibili associazioni presentavano una qualità delle prove molto bassa e un elevato rischio di errori o distorsioni.
Questo passaggio è importante perché, nel dibattito pubblico, tutti gli studi vengono spesso presentati come se avessero lo stesso valore. In realtà, una ricerca realizzata su pochi casi o con un metodo inadeguato non pesa quanto numerosi studi più ampi, controllati e coerenti tra loro.
La revisione non afferma che i vaccini siano privi di qualsiasi possibile effetto indesiderato: come tutti i medicinali, possono provocare reazioni che vengono sottoposte a sorveglianza. Il documento valuta però una domanda precisa, cioè l’eventuale rapporto con l’autismo, e le evidenze più affidabili non confermano tale legame.
Comunicare questi risultati richiede comunque attenzione. Dire semplicemente a un genitore che la sua paura è infondata può irrigidire la conversazione. È più utile spiegare come vengono controllati i vaccini, perché alcuni studi sono più affidabili di altri e quali sono i rischi reali delle malattie prevenibili.
