Social e adolescenti: vietare lo smartphone a scuola può non bastare

Una revisione pubblicata su JAMA analizza verifiche dell’età, controllo dei genitori, divieti scolastici e responsabilità delle piattaforme.

Togliere lo smartphone ai ragazzi risolve davvero i problemi legati ai social? La risposta, secondo una nuova analisi pubblicata su JAMA Network Open, è più complessa di un semplice sì o no.

Gli autori hanno esaminato le strategie legislative adottate o proposte per proteggere gli adolescenti: avvisi sui possibili rischi, verifica dell’età, consenso dei genitori, limitazioni dei telefoni a scuola, controllo degli algoritmi, tutela della privacy e contrasto ai deepfake sessuali.

La ricerca ha individuato 672 pubblicazioni, ma soltanto 39 soddisfacevano i criteri stabiliti. È già un dato significativo: le decisioni politiche stanno procedendo rapidamente, mentre le prove sulla reale efficacia delle diverse misure rimangono limitate.

I controlli basati sull’età dichiarata possono essere facilmente aggirati. Anche i sistemi biometrici o sostenuti dall’intelligenza artificiale aprono interrogativi su privacy, affidabilità e possibili errori.

Le limitazioni scolastiche possono ridurre l’uso del telefono durante le lezioni, ma non necessariamente il tempo complessivo trascorso online. Le prove sugli effetti duraturi per salute mentale, rendimento e relazioni sociali non sono ancora definitive.

La revisione invita a guardare anche al modo in cui vengono progettate le piattaforme. Notifiche continue, scorrimento infinito e contenuti scelti dagli algoritmi possono incoraggiare un utilizzo prolungato. Rendere più sicure le impostazioni dei minori e limitare alcune funzioni significa spostare parte della responsabilità dalle famiglie alle aziende.

Questo non rende inutile il dialogo fra genitori e figli. Un controllo esclusivamente punitivo potrebbe spingere il ragazzo a nascondere il proprio comportamento. Regole condivise, interesse per ciò che accade online e attenzione ai segnali di disagio possono risultare più utili di una sorveglianza silenziosa.

Gli studi disponibili sono prevalentemente osservazionali o basati su valutazioni di esperti. Non sappiamo ancora quali leggi funzionino meglio né quali effetti indesiderati possano produrre.

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