L’OMS presenta un nuovo manuale operativo: informare il cittadino è importante, ma prezzo, disponibilità, pubblicità, controlli e accesso alle cure possono incidere maggiormente.

Molte campagne sull’alcol si concludono con la stessa raccomandazione: “Bevi responsabilmente”. Il messaggio invita alla prudenza, ma rischia di far apparire il consumo problematico come una questione che dipende esclusivamente dalla volontà del singolo.
Il nuovo manuale dell’Organizzazione mondiale della sanità dedicato all’iniziativa SAFER propone un approccio più ampio. Le strategie comprendono limitazioni alla disponibilità dell’alcol, controlli contro la guida in stato di ebbrezza, accesso a diagnosi e trattamento, regole sulla pubblicità e politiche fiscali sui prezzi.
Il documento traduce queste indicazioni in programmi della durata di 12-24 mesi, con strumenti per definire obiettivi, finanziamenti e sistemi di valutazione. L’OMS invita ad agire non soltanto a livello nazionale: anche comuni, luoghi di lavoro, organizzatori di eventi e altre istituzioni possono adottare politiche coerenti con la tutela della salute.
Un capitolo importante riguarda i conflitti d’interesse e l’interferenza commerciale. Le aziende che vendono bevande alcoliche hanno obiettivi differenti da quelli delle autorità sanitarie. Questa distinzione deve essere trasparente quando si progettano campagne o politiche pubbliche.
Parlare di alcol senza moralismi significa distinguere uso, consumo rischioso e dipendenza. Significa anche spiegare che i problemi non riguardano soltanto il fegato: possono coinvolgere tumori, incidenti, salute mentale, violenza e sicurezza sul lavoro.
Il manuale non è un nuovo studio clinico e non fornisce una singola percentuale di efficacia valida per tutti i Paesi. È una guida per applicare interventi sostenuti dalle evidenze disponibili. La responsabilità personale rimane importante, ma una comunicazione completa deve mostrare anche il ruolo dell’ambiente nel quale le decisioni vengono prese.
