Se l’OMS studia le medicine alternative significa che funzionano?

Ricercare una terapia tradizionale non equivale ad approvarla. L’obiettivo è capire con metodi rigorosi che cosa sia efficace, che cosa sia inutile e che cosa possa essere pericoloso.

 

Agopuntura, preparati vegetali, pratiche tradizionali e trattamenti definiti “naturali” vengono utilizzati da miliardi di persone. La loro diffusione, però, non costituisce automaticamente una prova di efficacia.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato una nuova agenda mondiale per orientare la ricerca sulla medicina tradizionale, complementare e integrativa fino al 2034. Il documento nasce da analisi della letteratura e consultazioni condotte nelle sei regioni dell’OMS.

L’obiettivo è rispondere a domande concrete: un trattamento produce benefici superiori al placebo? Quali effetti indesiderati può provocare? Può interagire con i farmaci? Come si controllano qualità e composizione dei prodotti? In quali casi potrebbe essere inserito responsabilmente nei servizi sanitari?

Studiare una pratica non significa riconoscerla come efficace. Significa sottoporla agli stessi controlli richiesti agli altri interventi sanitari. Se le prove mostrano un beneficio, questo deve essere definito con precisione. Se il risultato è negativo, anche questa è un’informazione utile.

Il nuovo documento ricorda inoltre che, nonostante il vastissimo utilizzo, questo settore riceve meno dell’1% dei finanziamenti destinati alla ricerca sanitaria mondiale. La scarsità di studi solidi lascia spazio sia a entusiasmi ingiustificati sia a rifiuti basati soltanto su pregiudizi.

La nuova agenda non certifica alcun rimedio specifico e non è una linea guida clinica. Stabilisce priorità di ricerca su efficacia, sicurezza, regolamentazione, finanziamento e organizzazione dei servizi.

Per il cittadino la regola rimane semplice: “naturale” non significa necessariamente efficace o sicuro. Prima di assumere un preparato è importante informare il medico o il farmacista, soprattutto quando si seguono altre terapie.

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